



Fanzine Maggio 07
Carissimi amici,
decido oggi di non procedere più all'aggiornamento di questo blog.
Un blog, per quanto insignificante sia, deve essere sinonimo di libertà di espressione, senza suscitare sentimenti di mal sopportazione in altre persone. Nel momento in cui, forse sbagliando, ho pensato che questo potesse succedere ho preferito eliminare un motivo che conducesse anche al pur minimo astio nei miei confronti.
Ringrazio quanti hanno avuto la pazienza di leggere, approvando o disapprovando, le mie riflessioni che avevano l'unico scopo di suscitare altre riflessioni, di focalizzare un problema, di dare insieme uno sguardo ad un frammento della nostra vita.
Concludo citando due persone di cui apprezzo molto il pensiero: "l'amore, il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita. Dovrebbero anche governarla" (Wilhelm Reich 1897-1956); "Tutto in un abbraccio" (Claudio Baglioni 1951).
In questo è racchiuso il seme del mio probabile desiderio futuro di riprendere il discorso che oggi termino in questo spazio.
Un saluto a tutti voi ed alle vostre famiglie.
DNA Giorgio Giovanni Lai
Non volevo più trattare questo argomento, però non ce l'ho fatta a tenermi dentro questa riflessione che consegno alla sensibilità di chi leggerà. Probabilmente la vicenda, che riporto per sommi capi, non può annoverarsi nella casistica del "bullismo" in senso stretto perchè, purtroppo, fa parte di un complesso modo di vivere diffusissimo nella nostra epoca. Un mio cugino di ventisette anni è, da tempo, precipitato in una psicosi gravissima che lo ha relegato in una dimensione di svantaggio totale, con la necessità di ricorrere a cure specialistiche e all'uso degli psicofarmaci. Era un bambino normalissimo ma molto timido, buono e studioso. A scuola aiutava tutti i suoi compagni che erano in difficoltà, ma pian piano (lo dice lui) veniva ricambiato con atteggiamenti di derisione palese o velata, che comunque coglieva completamente data la sua intelligenza e sensibilità. Il suo ingresso nella scuola media, e nell'adolescenza, non ha fatto altro che accentuare queste problematiche, essendo incapace di difendersi con quella sorta di animalità che muove l'azione di moltissimi ragazzi: la tracotanza, l'imbecillità, l'irriverenza, l'irrisione, l'approccio alle ragazze con quella leggerezza che consente il tentativo di usarle quasi o come fossero un oggetto. Lui non poteva nè intendeva percorrere quella via, per cui cominciò a ritirarsi in se stesso, con un ripiegamento anche fisico, con il viso sempre più basso e la schiena ricurva come un punto interrogativo, grande quanto grandi erano tutte le domande che la sua mente rimuginava. Ma ciò ha un prezzo elevatissimo, con una caduta in un mondo psichico fatto di estrema solitudine, di paure, di enormi difficoltà, di incapacità di condurre una vita sociale normale: è impossibile anche andare in una pizzeria senza sentirsi addosso gli occhi di tutti. Oppure prendere un bus urbano senza che qualcuno di quei ragazzi molto in gamba, magari per farsi più bello agli occhi di una ragazza, non ti spari addosso quel sorrisino di scherno, da persona che sa già tutto della vita.
Mio cugino ha continuato gli studi e si è diplomato all'Istituto d'Arte, prendendo poi la laurea, ma la sua vita è irrimediabilmente relegata in un mondo che possiamo ricondurre a quello dei diversamente abili. La sua vita è estremamente difficile perchè la sua notevole intelligenza gli consente di rendersi conto della propria condizione e del perchè ciò gli sia capitato. Gli sarebbe bastato vivere quei delicatissimi anni in un contesto sociale fatto di sentimenti di amicizia e di rispetto per il suo essere un bambino del futuro; uno di quelli, cioè, che nasceranno quando il Genere Umano risorgerà dalle ceneri di questo pantano di miserie nel quale si trova invischiato da secoli.
Concludo dicendo che la malattia mentale può essere indotta da una predisposizione organica ma anche da una situazione sociale quale quella che ha determinato il dramma di quel mio caro parente.
Almeno perchè nessuno può dirsi al riparo da simili evenienze, spetta alle famiglie ed agli educatori il tentativo di pervenire ad una maggiore consapevolezza del danno irreversibile che un certo modo di agire e pensare può determinare alla vita di un nostro prossimo.
Cambierà qualcosa, nella vita di tutti noi, in tempi relativamente brevi? NO. Ma io, da sempre, sono un irriducibile utopista.
Vi saluto con grande affetto.
Giorgio Giovanni Lai
Riporto da un quotidiano:
# Schiaffeggiata, derisa, molestata con la gomma da masticare appiccicata tra i capelli. La vittima è una ragazza disabile psichica di 14 anni. La ragazza, studentessa al primo anno in un istituto superiore di ****, è finita nelle grinfie di un gruppetto di compagne di scuola. L’episodio, successo qualche settimana fa, ma venuto alla luce ieri, è già stato “risolto”: due ragazze sono state sospese per un mese e con tre compagne devono frequentare la Caritas per un percorso rieducativo. Altri i casi negli ultimi tempi: tre solo nella scuola media Quasimodo di ****: l'8 febbraio 2005 si è tolto la vita Marco che non sopportava più di essere chiamato "il cinese"; il 15 aprile dello stesso anno compie quel gesto anche Damiano, a 13 anni alto 1 metro e 91. Nello stesso istituto, nel 1997, un ragazzino di dodici anni si era tolto la vita: i suoi compagni lo prendevano in giro perchè aveva “odore di campagna". #
Ho tolto le località dove sono avvenuti i fatti perchè non voglio si pensi siano questioni che riguardano un'area circoscritta; tutta l'Italia, e il mondo, sono interessati.
L'altro ieri Marco, sedici anni, timidissimo e bravo a scuola, si è tolto la vita perchè non sopportava più il martellante dileggio dei suoi compagni che gli ripetevano "sei gay".
Episodi che sono soltanto la piccolissima punta di un grosso iceberg.
Troppi giovani credono di essere veramente "in gamba" quando "sfoggiano" una tracotanza pericolosa per se stessi e per gli altri. Troppi genitori pensano che i propri figli siano veramente "in gamba" quando cominciano a "sciorinare" la famosissima frase: "tu stai zitto che sei vecchio e non capisci nulla". Troppi genitori si precipitano a scuola per rimproverare Presidi o Insegnanti, colpevoli di aver rimproverato il proprio "rampollo" che, ovviamente, è un "bravo ragazzo".
Allora? Allora dobbiamo parlarne sempre, con un occhio, però, rivolto agli esempi che i ragazzi ricevono dal mondo degli adulti.
Sarà difficile, se non impossibile, eliminare il cane che si morde la coda.
Allora? Allora: se questo è un uomo.
Voglio concludere questo messaggio con una ulteriore riflessione.
Chi mi conosce sa che, nonostante i problemi che vivo, sono una persona che ama ridere e scherzare, moltissimo. Ma qui non ho potuto, e voluto, far emergere questo aspetto del mio carattere, perchè a questo blog ho voluto affidare la mia delusione nel vedere la vita di tutti scorrere come un continuo percorso di guerra. Non mi basta la consapevolezza che, comunque, il bene ha vinto, vince e vincerà sempre.
Un caro saluto a tutti, e ancora auguri per una serena Pasqua.
DNA
Il tempo vola veloce e in men che non si dica, dal Natale, siamo arrivati alle feste di Pasqua.
Invio a tutti voi i miei auguri per una Pasqua serena, nella speranza che il mondo possa superare la dimensione delle frasi di circostanza, usate ed abusate nel periodo pasquale, per conquistare una duratura pace e porre le basi per un futuro migliore. Per non delegare ad altri tutti gli impegni, cominciamo nel nostro piccolo e, credenti o atei, abbandoniamo i nostri atteggiamenti di conflittualità con i nostri simili, abbandoniamo i nostri egoismi che peggiorano la qualità della vita di tutti, compresa quella delle nostre famiglie, cerchiamo di essere più tolleranti, cerchiamo di perdonare di più, rispettiamo la natura e tutte le sue creature, animali e vegetali. Questo è il messaggio della Pasqua, che rimarrà vuoto come un uovo di cioccolato se non ci sforzeremo di essere veramente più buoni.
BUONA PASQUA !!!!
DNA
Vedendo questo film ho riflettuto, ancora una volta, sulla fragilità della condizione di salute psicofisica. Basta un nulla e posso trovarmi, per sempre, in una situazione di totale dipendenza dal mio prossimo, familiare e non. Ecco la più grande ricchezza: muoversi liberamente e decidere con la propria mente.
Mi fermo qua, non volendo affrontare l'impegnativo tema dell'eutanasia.
Un saluto a tutti.
DNA
Lo so. Purtroppo un individuo in stato di ebbrezza alcolica, o altro, non ragiona più tanto bene, si mette al volante di un'auto e guida in maniera folle, nella convinzione che nulla possa accadere. E' necessario riflettere prima, a "mente sana".
Che si fa?
Saluti cari.
DNA
Un altro fine settimana ed una nuova strage sulle nostre strade. L'offensiva della Morte non conosce sosta e gli incidenti stradali continuano a mietere giovani vite, seminando lutto nelle famiglie. Non è possibile non tentare di fermare questo massacro. Ci dobbiamo riuscire attraverso le nostre Istituzioni, che debbono intraprendere una massiccia campagna sensibilizzatrice, e dobbiamo continuare a parlarne in ogni luogo: in famiglia, a scuola, nelle chiese, tra amici, tra conoscenti. Gli incidenti, purtroppo, possono capitare sempre, ma sono le alte velocità che non lasciano scampo ed a nulla servono i moderni sistemi di sicurezza di cui le auto sono dotate.
Il problema è grave e complesso e, ovviamente, non riguarda soltanto la pura condotta di chi guida ma la sua idoneità psicofisica nel momento in cui si mette al volante.
Voglio proporre un'iniziativa: che tutti i blogger scrivano due righe su questo enorme problema. Sarà un contributo a creare una migliore coscienza e cultura della vita.
Un saluto a tutti.
DNA
Non potendo fare molto per migliorare la qualità della vita, scrivo nell'intento di sollecitare riflessioni, consapevole che non esistono verità assolute o certezze. Si tratta di cercare, tutti insieme, una via che dia più respiro al futuro.
I seguenti miei pensieri sono stati già pubblicati in altro spazio del Web. Li sottopongo anche qui.
Da sempre l'insicurezza ha prodotto, esemplificando, due grandi classi di persone: quelle rifugiatesi nella timidezza e quelle divenute eccessivamente aggressive nei confronti di chi, suo malgrado, è costretto alla loro frequentazione. Probabilmente tutti noi abbiamo sperimentato e mal sopportato, soprattutto nella scuola, la violenza verbale o fisica di quanti erano poco propensi a rispettare il prossimo, aiutati dalla propria indole e dalla palese approvazione di altri individui caratterialmente deboli.
Alcuni episodi, definiti con il termine di "bullismo", recentemente sono stati riportati dalla cronaca perchè caratterizzati da violenze contro donne indifese e contro ancora più indifese persone affette da gravissime disabilità.
Possiamo allora riflettere sulla squallida assenza di valori che alimenta l'azione del "bullo": costui, per sentirsi "capo branco", non esita a collocarsi in una dimensione che ci fa pensare anche ad una sua condizione di labilità psichica. Queste azioni, comunque, impongono una severa punizione, secondo le vigenti leggi, ed un tentativo di recupero alla convivenza civile di chi le attua.
Pur non credendo che possa ripetersi una simile evenienza, ricordo che, in un passato non troppo lontano, sono stati organizzati campi di sterminio dove, assieme alle altre, le persone con disabilità subivano le più atroci sofferenze, fino alla morte.
Ampliando l'orizzonte, sono convinto che i tragici fatti, avvenuti in occasione di partite di calcio, possano trovare origine in una sequenzialità che annovera, tra le tante cose, la rinuncia ad assestare uno sculaccione ad un bambino che esagera nei capricci, la mancanza di fermezza educativa rivolta ad un adolescente e l'incertezza di una giusta punizione quando si travalicano le regole democratiche.
Sicuramente tutti dobbiamo interrogarci sull'effetto altamente diseducativo indotto da molti programmi televisivi, da certe esplorazioni nel Web, da tanti esempi che la quotidianità purtroppo ci elargisce. Però, nell'attesa di un rimedio, la conoscenza dell'esistenza del male non deve costituire un alibi ed un'autorizzazione a perseguirlo, nella convinzione di riuscire a sottrarsi ad un meritato castigo.
Un caro saluto a tutti.
DNA
Pensando ai tragici fatti avvenuti recentemente nel contesto di una partita di calcio, con la morte di un padre di famiglia, non mi pare di avere mai visto, in simili ed in altre occasioni, non soltanto in Italia, bande di donne lasciarsi andare a distruttive azioni di pura violenza. Si tratta di una loro genetica incapacità di esercitare un'inferiore forza fisica o di una loro migliore impostazione mentale nell'interpretare la vita sociale?
Io propendo per questa seconda ipotesi e auspico che le madri si facciano maggiormente carico dell'educazione dei propri figli, con un recupero di autorevolezza nel pretendere comportamenti orientati al rispetto assoluto delle regole di convivenza civile, in ciò aiutate da padri meno orgogliosi del carattere strafottente dei propri ragazzi.
Il compito è arduo perchè si tratta di ritornare ad atteggiamenti educativi oggi considerati "obsoleti". Senza questi non riusciremo a venir fuori dal pantano di miseria morale nel quale via via ci siamo immersi. Sulle famiglie, quindi, ma anche sulla scuola e sui massmedia incombe l'onere di risanare la qualità della vita.
Il male, però, non si può totalmente estirpare perchè intimamente connesso con la natura umana. Allora, escludendo qualunque discorso politico, occorre ricorrere alle Leggi vigenti, che devono essere applicate con la massima severità.
Sinceramente non sono molto ottimista su un miglioramento a breve termine. Mi rimane una speranza per i tempi lunghi: prima o poi l'Uomo nascerà veramente.
Un cordiale saluto a tutti.
DNA
In questo periodo tutti i blogs si arricchiscono di lucine, alberelli, palline, stelline, presepi che ci ricordano che siamo in un periodo di festa. Il mio blog è e rimarrà così, un po' desolato, non perchè io sia uno "snob" ma per il semplice fatto che sono completamente incapace di "manovrare" questi "congegni" informatici. Tutt'al più inserisco un'emoticon perchè ne vedo l'icona a portata di mouse. Io so soltanto scrivere. Probabilmente neppure tanto bene. Allora non mi rimane che utilizzare quest'unico strumento in mio possesso, per augurare a tutti un
BUON NATALE E BUON ANNO 2007 !!!!
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Auspico che questi giorni di festa vedano il ritorno a casa di Giovanni Battista (Titti) Pinna, ancora nelle mani dei sequestratori, in Sardegna.
dna